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 Love is dead prima parte

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ixa90

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Età : 27
Data d'iscrizione : 16.10.07

MessaggioTitolo: Love is dead prima parte   Ven Ott 19, 2007 11:38 pm

LOVE IS DEAD!!

“Oggi concerto meraviglioso, troppe ragazze che mi guardavano, e poi per non parlare di quella con la maglietta blu come si agitava… fortuna che non si vede cosa ci sia dietro la mia chitarra.”
Tutti si misero a ridere:
Bill: “Tom, ma quando la finirai di fare lo scemo così ?”
Tom: “ mai io non sono scemo per niente”.
Georg: “Tom… per favore… smettila…prima che tu e tuo fratello fate scoppiare una guerra inutile…”
Gustav: “come sempre..”
Tutti ridevano.
Bill: “ E voi avete notato quella ragazza con la maglietta viola? Accanto aveva una ragazza con una maglietta Gialla che gridava il tuo nome, fratellino, potevi guardare lei no?”
Tom: “Se dovessimo contare tutte quelle che urlavano il mio nome, tre dei Tokio Hotel… sarebbero a pane e olive”.
Tom, Gustav, Georg e Bill si diressero verso la loro macchina.
Tom e Georg dietro, davanti Bill coricato su due sedili, distrutto, e accanto Saki che guidava, Gustav.
Georg: “Chi vuole andare a prendere qualcosa da bere?”
Saki: “ Mi andrebbe, ma non mi sembra il caso una volta che sei uscito ora da un concerto, sarete stanchissimi, no??”
Tom: “ Io stanco?? Nooo!! Andiamo a bere qualcosa…Gustav, Bill voi che dite?”
Gustav: “ Io faccio quello che dite voi.”
Bill: “Prima passiamo dall’albergo che vorrei almeno cambiarmi”.
Arrivati davanti l’albergo, trovarono una folla modesta.
Tutte le ragazze che gridavano, qualche cartellone tirato in alto, qualche ragazza che piangeva.
Scendono dalla macchina. Ecco udire un vero e proprio boato di eccitazione.
Tutti e quattro ridevano, firmavano autografi, fingevano di stare ancora carichi, ma la stanchezza era coperta da un paio di occhiali da sole.
Bill si volta verso un angolo dove due ragazze stavano ferme a guardarli, si ferma, guarda una ragazza più dell’altra, cerca di avvicinarsi ma una fan gli si pianta davanti con un regalo gridando…: “Bill è per te, aprilo”.
Bill sorridendo e non potendo fare del male alla Fan apre il regalo, ma il suo sguardo non cambiava direzione.
La ragazza che era in quell’angolo e veniva osservata non cambiava espressione, era come ipnotizzata nel vedere i quattro ragazzi.
Bill venne preso dai fianchi da Saki che lo liberò da tutte quelle fan e lo spingeva verso l’ingresso dell’albergo; ma lui come un bambino si dimenava per poter andare da quella ragazza, che vedendo quella scena fece scivolare tra le mani un cartello con scritto in tedesco: “ Spero che il destino ci unisca”, ed ecco che una lacrima scese sul viso di colei che tanto aveva fatto la buona per evitare di sembrare come le altre.
Bill gridava: “IL TUO NUMERO… TI PREGO…”, non pensando che tutte le ragazze sentendo questa cosa gridavano il loro numero.
Tom, nella sua stanza si stava preparando per un bagno.
Georg sistemava la sua valigia e cercava qualcosa di fico da mettere, mentre Gustav si faceva la doccia.
Entra Bill nella stanza, senza fare rumore… si corica sul letto e sospira.
Il fratello esce dopo qualche minuto dalla vasca, con un accappatoio verde mela, che lo rendeva proprio un bimbo.
Tom: “ Bill che c’è? Hai bisogno di qualcosa?”
Bill: “Tom, ho visto qualcosa di celestiale. Stava giù… in un angolo…”
Tom: “ Una macchina?” (sorride e si siede nel bordo del letto con il fratello).
Bill: “ Tom non è il momento di scherzare. Erano due ragazze, una accanto all’altra, guardavano me e te, silenziose e impassibili. Quell’atteggiamento mi ha colpito, si sono differenziate da tutto e tutte.
Tom dovevi vederle. Una di loro mi ha alzato un foglio doppio mentre Saki mi spingeva via, c’era scritto: Spero che il destino ci unisca.
Tom, era fantastica, anche la lacrima che gli solcò il viso era qualcosa che poteva solo renderla più bella.
E poi…sai chi erano? La ragazza dalla maglietta viola e la ragazza dalla maglietta gialla.
Dovevi vedere come ti guardava l’amica… era persa nei tuoi occhi. Non ti guardava il corpo, i capelli, la bocca… no… solo gli occhi, e Tom…credimi che si notava troppo che nei suoi occhi c’è amore.”
Tom: “ A me non importa niente dell’amore… lo sai come la penso… ogni ragazza che viene a letto con me mi da la certezza che amore non esiste…o meglio, non ci si deve fidare delle donne, sono tutte facili. Basta che gli fai un sorriso, già sono pronte a concedersi. Io sono un ragazzo neo 18enne che cosa pensi che me le lascio scappare?”
Bill: “Hai ragione Tom, ma almeno provarci a conoscere qualcuna?”
Tom: “Bill, hai bisogno di uscire, vestiti”.
Bill si avvia verso il bagno.
Bussano alla porta.
Il cameriere: “ Lei è Tom?”
Tom: “Sì mi dica”.
Camerirere: “ è arrivata una ragazza dicendomi di darle questo.” Porgendo un pacchetto piccolissimo con la carta argentata e i pallini gialli e viola.
Tom: “Grazie, ma sa com’era vestita? Aveva una maglietta gialla?”
Cameriere: “Non lo so, aveva indosso un giubbotto marrone.”
Tom ringraziando chiuse la porta e si sedette sopra il letto, apri il piccolo pacchetto e ci cadde tra le mani un orecchino da mettere al labbro.
Era nero con al posto delle palline le punte delle frecce.
Tom sorridendo se lo disinfetto e poi se lo mise.
Gli stava perfetto. Poi si sedette sopra il letto e inizio a guardare la tv.
Georg e Gustav nel mentre erano pronti e si chiedevano il perché di tanto ritardo.
Gustav andò a bussare, e nello stesso istante, Bill uscì dal bagno pronto per andare.
Tom aprì la porta, sorridendo disse: “Dovevate perdere ancora tempo?”, sapeva che loro sarebbero stati pronti almeno venti minuti prima di loro.
Bill: “ Io non sapevo cosa fare… mi sono truccato tre volte!”.
Lo sguardo assassino di Gustav si trasformò in un sorriso e sussurrando disse: “Siete dei cretini”.
Si misero a ridere, Bill prese la sua borsa e scesero nella Hall, dove Georg li aspettava insieme a Saki.
Entrarono nella macchina e si diressero verso un locale non molto di lusso, un pub normalissimo.
Entrò prima Tom con Georg a controllare se fosse degno della loro presenza.
Quando i tre in macchina non li videro arrivare, posteggiarono e li raggiunsero.
Georg aveva preso un posto in un tavolo basso con i divani bassi. Tom invece stava prendendo i menù al bancone.
Bill si sedette accanto a Georg e iniziarono a parlare, mentre Gustav si guardava in giro, e andò a chiedere al Dj se poteva mixare un po’.
Ovviamente il Dj accettò a condizione di una foto e tre autografi.
Tom si sedette davanti il fratello e Georg.
La musica pop sparata al massimo, si era creata l’atmosfera giusta per loro.
Bill era pensieroso guardava in torno come se cercasse qualcosa.
Ad un certo punto si apre la porta del locale.
Entra una ragazza con il giubbotto marrone, lo posa nell’appendi panni e aveva indosso una maglia blu, seguita da una ragazza con la maglietta nera.
Avevano entrambe delle borse molto capienti.
Si sedettero due tavoli più distanti di loro, parlavano, ridevano, a volte si asciugavano le lacrime, e sorseggiavano un drink.
Bill era preso particolarmente da quelle due ragazze, ma non capiva il motivo.
La ragazza dalla maglietta nera gli dava le spalle.
Ad un certo punto la ragazza che era in direzione di Bill apre la borsa e uscì il suo cellulare, ma nel modo di tirarlo fuori, fece scivolare a terra una maglietta gialla.
Bill saltò in aria, facendo volare tutte le patatine sopra Tom.
Tom ridendo disse: “ Bill, è vero che tutte le patate vengono attratte da me ma… per favore, in pubblico no. Dopo questa premessa, posso sapere che cavolo ti è preso?”
Georg rideva e cercava di tirare in basso il fratello che in piedi fissava quella ragazza presa nel controllare il cellulare.
La ragazza si voltò a guardare, sgranò gli occhi e diede un calcio all’amica, che ancora con la faccia solcata dalle lacrime le rispose male. L’amica gli sussurrò delle parole e quella di spalle dopo pochissimi secondi si voltò, vedendo Bill fece un sorriso e si voltò.
Bill si sedette di nuovo, spiegò tutto ai due amici.
Georg: “Tom, perché non vai a conoscerla, che ti costa… se è facile meglio per te no?”
Bill alzandosi e voltandosi verso Tom disse: “ Io le sto invitando al nostro tavolo”.
Tom aggiustandosi il cavallo del pantalone sorride e mise un braccio sopra la spalliera del divano, facendo scivolare il sedere in avanti e facendo brodo.
Una ragazza si avvicinò a Georg e gli chiese di poter ballare insieme, Georg si alzò e andò a ballare.
Bill: “ Ciao, sono Bill, volevo chiedervi se potreste sedervi al tavolo con noi.”
La risposta fu soddisfacente, fu un certo, ma senza scompigliarsi molto.
Si sedettero una vicino Tom e una vicino Bill.
Tom: “ Come vi chiamate?”
Maglietta nera: “ Io sono Claudia, e lei è Laura”.
Claudia porse il braccio a Tom che gli veniva davanti, mentre si girà verso Bill che gli era accanto.
Iniziarono a parlare e a ridere, facendo finta di niente per l’accaduto precedente.
Si fecero le due e mezza. Claudia e Laura dovevano andare.
Laura: “ Ci dispiace molto ma dobbiamo andare”.
Tutti e quattro si alzarono e si salutarono.
Arrivate davanti la porta, presero i loro giubbotti e uscirono.
Bill corse fuori e gridò: “Claudia…”
Ma il taxi era già partito.
Bill entrò e guardò il fratello che stava pagando insieme a Gustav.
Georg era seduto in un divano a parte con quella ragazza a cavalcioni sopra a lui.
Si guardarono in faccia, gli fecero gli squilli al cellulare per non disturbarlo.
Tom va da loro, leva le mani di Georg dal sedere di quella ragazza prese la ragazza da dietro l’alzò e la sedette sopra il divano.
Georg: “ Che cazzo fai?”
Tom: “ è tardi tesoro, dobbiamo andare, magari qualche altra volta ti insegno che per fare certe cose ci vuole più tempo e una stanza dove non vi vede nessuno. Così ci rimettiamo tutti e quattro lo sai vero? Sei proprio un cretino Georg. Se dovessero arrivare foto di te con quella, ti giuro che pago miliardi per farla mettere anche come pannelli autostradali.”
Georg abbassò lo sguardo ancora nervoso.
Diede il numero alla ragazza e uscì seguendo Tom.
Arrivati in albergo, dopo essersi salutati, ognuno entrò nella propria stanza.
Tom: “ Bill che c’è?”
Bill: “ Che ne pensi di loro?”.
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