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 Love is dead seconda parte

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ixa90

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MessaggioTitolo: Love is dead seconda parte   Ven Ott 19, 2007 11:41 pm

Tom: “ Belle”.
Bill: “ Solo belle? Claudia e qualcosa di meraviglioso, il suo sorriso largo per evitare che il rossetto gli sporchi i denti, le sue mani curatissime, con smalto perfetto, le sue forme indimenticabili”.
Tom dopo essersi preparato per la notte, si coricò e si addormentò.
Bill rimase zitto quasi tutta la notte a pensare e ripensare.
Giorno 31 era dedicato interamente al viaggio, Milano-Monaco.
Gustav bussò alla porta di Bill e Tom verso le 10 e disse: “ Ragazzi voi siete pronti? Scusate il ritardo, ma Georg non mi ha nemmeno svegliato prima di venire qui da voi.”.
Bill: “ Sì, siamo pronti, ma … Gustav, guarda che Georg non è qui.”
Tom rideva, io so dov’è.
Scesero alla Hall e chiesero se Georg aveva richiesto un'altra stanza, si fecero dire il numero e si sedettero davanti alla porta.
Palavano piano, ridevano e pensavano alla faccia che avrebbe fatto.
Verso le 11 e mezza, orario in cui i Tokio partivano, si aprì la porta.
L’immagine era quella di quella ragazza della sera precedente abbracciata a lui che lo baciava appassionatamente lui che la toccata interamente e si lasciava toccare per l’ultima volta. Camminavano così. La ragazza venne sbattuta al muro mentre ancora si baciavano, proprio ad un passo da Bill, che scioccato da tanta “passione” sorrise.
Georg aprì gli occhi e vide i tre amici a terra che ridevano come degli scemi.
La ragazza si stacco lo salutò e se ne andò.
Georg imbarazzatissimo disse: “Stronzi”.
Tom: “Georg, un po’ decenza!!! Ma quante cose ti devo insegnare?”
Tutti risero.
Scesero e mentre stavano per uscire dall’albergo, Bill si sentì chiamare dall’recepsionist.
Bill: “ Mi dica”.
R.: “ è per lei”.
Bill: “ Grazie.” Voltandosi si diresse verso la macchina.
Una lettera in una busta viola pallido, l’aprì e lesse:
“GRAZIE PER IERI, MI HAI FATTA STARE BENE, MA ORA COME ORA STO PEGGIO. MI CHIEDO perché NON POSSO AVERTI, perché SIAMO cosi DISTANTI, TU IN UN MONDO PARALLELO AL MIO. BILL, TI AUGURO TUTTO IL BENE DEL MONDO E SPERO CHE DOMANI AGLI EMA VINCIATE ALMENO UN PREMIO, SIETE GRANDI, SEI GRANDE.
A PRESTO, O cosi SI SPERA, CLAUDIA, RICORDA SE è DESTINO, SE TI PIACCIO ALMENO UN Po’, TUTTO SUCCEDE.”
Bill rimase incantato da quelle parole non riusciva quasi a respirare, pensava e ripensava.
I ragazzi parlarono di questa situazione più di un ora.
Nessuno sapeva che cosa si potesse fare.
Passarono il giorno per arrivare a monaco e non appena arrivati Bill chiamò sua madre che gli consiglio di fare shopping per spensierarsi.
Bill uscì, insieme a Gustav che gli fu più fedele in quella situazione.
Tom rimase in camera a guardare la televisione mentre Georg decideva cosa mettersi la sera e provava qualche pezzo con il suo basso.
Giunta la sera dormirono tutti.
La mattina si preparano e subito dopo pranzo si diressero nello studio Mtv.
Fecero le prove, gli diedero i posti a sedere, andarono a cenare, e ritornarono.
Prove sopra prove. Ebbero la fortuna di conoscere altre persone e quindi avere, per un futuro altri appoggi.
Tutti gli artisti seduti, erano le 20, e dovevano entrare le persone che avevano vinto il pass.
Ecco che entrano ragazzi, ragazzine, ma a grande sorpresa, dopo che non entrava più nessuno si aprirono le tende ed entrarono Laura e Claudia, il loro posto a sedere era tra Rihanna e i Zero assoluto.
Iniziarono a parlare, ed erano solo 4 file più avanti dei Tokio.
Bill appena si convinse di andare, si spenserò le luci e iniziò la puntata.
Tutte le premiazioni.
Anche Rihanna ebbe un premio, quindi le due ragazze si alzarono e l’abbracciarono.
Ecco che il presentatore dice: “ Adesso il premio miglior Band dell’anno, il vincitore, o meglio i vincitori sono… i TOKIO HOOOOOOTELLL!!”
Claudia e Laura si alzarono in piedi e iniziarono a gridare… a battere le mani, si abbracciarono tra di loro, ecco che passano alla loro sinistra i Tokio Hotel.
Claudia gridò: “BILL… CIAOOO!!”
Bill sorridendo si girò e gridò: “NON USCIRE DA QUESTA SALA!!”
Tutti li guardavano, ma non smettevano di sorridersi.
Salgono sul palco, ricevono il premio e Bill inizia a parlare.
Con le prime parole tutti si misero a gridare.
Finisce la puntata e tutti iniziano ad uscire dalla sala. Solo le due ragazze stetterò ferme ai loro posti.
Bill passa dalla fila posteriore e tappa gli occhi a Claudia.
Claudia leva le mani dai suo occhi, si alza, si mette in ginocchio sopra il sedile e abbraccio Bill.
Bill: “ Claudia vieni in tour con noi?”
Claudia: “ Non senza Laura.”
Bill: “ Era scontato.”
Claudia: “ ok!!”

Il giorno dopo io e Claudia dovevamo trovarci davanti lo sportello per la Germania, nessuno arrivò, ma io e Claudia avevamo pensato di imbarcarci lo stesso, il tempo scorreva e ormai mancavano solo 30 minuti…
Corriamo verso la biglietteria: “ Due biglietti per Amburgo”, “Posti terminati, mi dispiace, il prossimo imbarco è domani alle 21.”.
Non potevo crederci, prendo Claudia che giù piangeva, e andiamo davanti il vetro dei pullman che portano agli aerei, ecco che vedo Georg:
Io: “GEORGGG!!!!!”
Niente…
Entra Gustav, Tom, Georg, ma … Bill prima di entrare nell’aereo guarda indietro e sospira, aveva un aria affranta come se mancasse qualcosa. Si china dalla scaletta e parla con un signore.
Il signore parla nel suo microfono ed ecco che per tutto l’aeroporto: DA BILL KAULITZ: CLAUDIA, NON So SE CI SEI O MENO, MA TI RINGRAZIO DI AVERMI FATTO STARE BENE PER LA MIA PERMANENZA. MI DISPIACE DEL RITARDO… TI AVREI PORTATA CON ME, IN OGNI MODO, COME HAI DETTO TU… SE è DESTINO, TUTTO CI RIUNIRà.
GRAZIE!
Claudia si buttò per terra piangendo e guardando Bill… che dopo che senti il suo messaggio si voltò ed entrò seguito dalla portiera che si chiudeva.
L’aria era irrespirabile, non sapevo cosa fare, mi chinai e l’abbracciai forte a me.
Non doveva stare male, prima o poi li avremmo visti di nuovo.
Il giorno dopo mi arrivo una lettera, l’università di Amburgo mi voleva a tutti costi in settimana per firmare e io poter studiare lì.
Prendo valige, chiamo Claudia e scappiamo.
Eccoci ad Amburgo.
Un mondo parallelo, tutto verde, le case basse e colorate, un posto spettacolare.
La mia università era arancione con il tetto nero, sembrava la casa delle bambole che curavo da quando ero piccola.
Tutto era spettacolare, si mangiava benissimo, si odoravano profumi intensi.
Ci rechiamo verso l’entrata dell’università.
Camera assegnata, Claudia dorme con me e tiene un corso.
Passano i giorno ma della loro esistenza si sapeva solamente tramite radio e giornali.
Un giorno esco dalla mia stanza di sera per fare una passeggiata.
Passeggiavo su dei prati immensi.
Mentre stavo facendo rientro all’università, vedo in lontananza nella strada un Cagiva nero, correva, lo vedevo avvicinarsi a dove ero io sempre di più, e con una velocità mostruosa.
La paura mi fece bloccare al centro della strada, non sapevo cosa fare.
La moto mi schiva per pochi centimetri, il mio vestito e i miei capelli, si mossero velocemente verso il vuoto che lascio alle mie spalle la moto.
In quel momento, tutto a rallentatore, tutto girava, un profumo che avrei riconosciuto da qualsiasi parte, lui.
Il caso era integrale, non potevo certo avere una certezza, ma quel profumo mi fece morire.
Spaventata mi seggo sopra il marciapiede e poso la testa sulle ginocchia.
Sento dei passi verso di me.
Il ragazzo con dei Jeans larghi, il giubbotto di belle si abbassa e mi da la mano, facendomi alzare.
Quella mano era ricoperta da un guanto di pelle.
Lo guardo e sentivo il profumo.
Amavo quella fragranza. Adoravo quel modo in cui si era avvicinato.
Dopo che sono stata a guardare quel casco, lui se lo slaccio e lo tolse.
Da lì caddero dei rasta biondi e dopo pochi secondi, si vide quel viso che amavo, quel sorriso che mi avrebbe uccisa anche quando stavo bene.
Tom: Laura, ciao!!
Io: Tom, mi stavi uccidendo.
Tom: Scusa, ma amo la velocità. Come stai? Ti stai riprendendo?
Io: Con tutta sincerità, dopo che ti ho davanti non so come reagire.
Tom ride: Che ci fai qui?
Io: Università con Claudia.
Mi voltai e indicai l’edificio.
Io: Tom, ma Bill dov’è? Voglio che almeno un'altra volta si incontrino, mi sembra giusto. No?
Tom: Certo, facciamo che domani alle 20 fatevi trovare qui. Io e mio fratello ci troveremo qui.Ma ora tu che fai?
Io: Stavo tornando in camera, non c’è niente da fare qui.
Tom: Andiamo a bere qualcosa?
Io: Tom è tardi, tra 15 minuti scatta il coprifuoco. Come facciamo?
Tom: Allora sto io qui con te, non avevo niente da fare.
La strada era isolata, non c’era nessuno , ogni tanto passava qualche macchina e Tom si voltava, in modo che nessuno lo vedesse.
Parlammo e ci trovammo bene.
Ero tranquilla con lui, non riuscivo ad impazzire, a fra l’oca.
Io amavo parlare con lui e dopo l’accaduto dell’aeroporto avevo capito che dovevo godermi tutto quando l’avevo davanti senza pensare ad un dopo.
Mancavano due minuti e non volevo che passassero mai.
“ La vita va vissuta attimo per attimo, e fai quello che credi in modo da non pentirti mai.”
Ecco che questa frase mi affiorò nella mente.
Tom: Allora vado, ci vediamo domani.
Io: Ok, a domani, mi raccomando puntuali!!!!
Lui stava mettendo il caso io con un colpo secco glielo feci cadere a terra, lo abbracciai, sollvi il viso, mi sollevai sulle punte e lo baciai delicatamente.
Sentii le sue labbra rilassate sopra le mie, poi una piccola contrazione e una piccola pertura, ecco che lui stava ricambiando il bacio.
Conoscevo Tom sapevo che non lo faceva per amore o per qualsiasi sentimento. Lui ci stava con tutte, lo sapevo.
Proprio quando il bacio si stava trasformando in qualcosa di più, io mi spostai delicatamente lasciando quel segno di contraddizione al caso.
Lui mi guardò, mi sorrise e capì che io non volevo essere presa in giro.
Prese il casco, si mise in sella e via.
Il cuore batteva all’impazzata, non facevo altro che leccare le mie labbra per cercare il suo gusto, quello che prima di due secondi avevo toccato.
Entra in camera e per tutta la notte pensai a quel bacio.
Claudia dormiva abbracciata ad una maglietta, la maglietta con la foto di Bill stampata.
Piangeva sopra quella maglietta ogni notte.
Il giorno dopo non passava mai e non riuscivo a guardare Claudia senza ridere.
Alle 19 e 30:
Io: “ Claudiaaa!! Che ci fai con il pigiamaaa?? Dobbiamo correre, veloce.”
Claudia: “ Non voglio uscire!”
Io: “ Dobbiamo, veloce.”
Claudia: “Lally, è tutto il giorno che sei strana, mi guardi e ridi, mi obblighi ad uscire ma che cosa hai? Ieri l’aria alpina ti ha fatto male??”
Io: “ Che simpatica! Per una volta fidati maledettamente.”
Claudia si vestì e alle 20 e 01 ci trovammo davanti il prato.
In lontananza vedevo due figure, uno era Tom, era inevitabile riconoscerlo, l’altro Bill, con i capelli piastrati e il cappello che usava sempre nella sala registrazione.
Claudia guardava a terra, ancora non si era accorta davanti a chi stavamo camminando.
Io sorridevo, guardando Bill che giocava con le sue stesse mani, innervosito.
Arriviamo lì davanti e mi blocco, Claudia invece, immersa nei suoi pensieri andò a sbattere contro Bill che ridendo gli disse:
“ Signorina, stia un po’ più attenta”.
Claudia inerme davanti al viso di Bill scoppiò a piangere, ma mentre che le lacrime scorrevano, rideva, gli saltò addosso a mò di koala.
Si guardarono e dissero contemporaneamente: “IL DESTINO è DALLA NOSTRA PARTE”, si baciarono appassionatamente mentre io e Tom ci guardavamo in faccia un po’ schifati da tanta dolcezza.
Andammo a mangiare in un ristorante cinese, tutti ridevamo, sembravamo due coppie, una d’innamorati e una di amici.
Io e Tom ci guardavamo come se la sera precedente non fosse successo niente, anche perché, per Tom, non era successo niente.
Un bacio a lui non cambia la vita.
Quella sera io e lui parlammo di tantissime cose.
Quando ritornammo davanti l’edificio, Bill e Claudia si scambiarono il numero e gli indirizzi di casa e di studi di registrazione; io e Tom ci scambiammo il numero.
Io e Claudia entriamo in camera, ancora in estasi.
Claudia mi abbraccio e iniziò a dirmi GRAZIE in continuazione.
Claudia: “Come hai fatto? Dimmi … ti prego! Ora mi spiego perché avevi quell’atteggiamento, complimenti la mia attrice.”
Io: “ Ieri sera sono uscita e Tom mi stava investendo con la sua moto, parlammo per un po’ e poi dovevo andare via, per via del copri fuoco. Sai cosa ho fatto? Claudia… l’ho baciato, ho sentito il calore della sua bocca, mi ha donato un po’ di se, nel mio corpo circola anche un po’ del suo DNA”.
Claudia mi saltò addosso di nuovo: “COOOSA???? RACCONTA!!!”
Io: “ Non volevo che andasse via e rimanere con il dubbio a vita se lo avessi potuto mai baciare. Mi sono presa di coraggio e dopo un abbraccio l’ho baciato. Eravamo tranquilli, ma io so che per lui non vale niente un bacio. Lui è abituato a tutto. Anche se a me dispiace.”
Claudia: “ Amore è vero, ma penso anche io che Bill ha baciato mille ragazze, non mi scandalizzo,
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