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 Amore Impossibile parte 3

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ixa90

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MessaggioTitolo: Amore Impossibile parte 3   Sab Ott 20, 2007 5:17 pm

La camera d’albergo era ancora buia, nonostante fossero le 8.00 di mattina di un giorno estivo.
Le tapparelle erano abbassate e pochissimi spiragli di luce si sperdevano nel vuoto della stanza, mentre altri andavano a toccare delicati le lenzuola di un letto sfatto.
Un ragazzo sui 17 anni, altro di statura, dormiva tranquillo. Reduce da una notte di passione, con la persona che ama. Il lenzuolo sfiorava la pelle del ragazzo, coprendolo dal l’inguine in giù. Si poteva intravedere il suo particolare tatuaggio. Una mano era appoggiata sul dorso nudo, il viso era rivolto verso il lato sinistro, le morbide labbra schiuse e la faccia rilassata, i capelli neri e disordinati, una mano era appoggiata sulla tempia del ragazzo, per coprirsi dalla luce del sole.
Un rumore d’acqua che scorreva si sentiva provenire dal bagno. Una luce accesa proveniva da quella stanza. Del fumo caldo fuori usciva dalla doccia, i vetri appannati per la condensa. Un ragazzo alto, 17 anni circa, i biondi rasta lunghi sciolti e rivolti all’indietro. Il corpo bagnato, goccioline d’acqua tiepida percorrevano il suo corpo magro e prefetto, partendo dal viso, come se baciando gli occhi, accarezzano la sua morbida pelle, osando sfiorare labbra morbide e rosee, cadendo dal mento e posandosi dolcemente sul petto, percorrendo ogni singolo centimetro del ventre piatto, sfiorando il l’inguine e perdendosi sulle gambe per arrivare là, dove tutte le gocce si uniscono in un solo fiume d’acqua. Il ragazzo aveva un’espressione di rilassatezza, voleva godersi il calore dell’acqua che gli accarezzava il corpo. Come se tutti i suoi problemi scivolassero via.
Dopo dieci minuti buoni sotto l’acqua, decise di uscire. Asciugarsi quei rasta non era il compito più facile del mondo! Eppure lui non sopportava non poterli lavare.
Era davanti allo specchio appannato, la sua immagine si rifletteva opaca, proprio come la sua mente. Un asciugamano bianco gli avvolgeva il bacino, le gocce cadevano ancora sul suo corpo, provocandogli un brivido, ogni volta che gli toccavano la pelle e precorrevano il suo corpo. Continuava a guardarsi allo specchio. Con una mano tolse un po’ di condensa, riuscendo a guardare i suoi occhi nocciola, non riusciva a leggere dentro di se, e per un momento si chiedeva se avesse davvero un’anima. Stava trattando la persona che amava come un giocattolo. Quella sera era andato in bianco, ed era corso da lui. Che cosa gli stava facendo. Non riuscendo più a guardarsi allo specchio tornò ad occuparsi del suo corpo.
L’orologio del suo cellulare faceva le 8.30. Bill dormiva ancora nel suo letto. Non aveva intenzione di svegliarlo, quello era il suo giorno libero, poteva benissimo starsene a dormire.
Tom si era appena legato i rasta, quel giorno non aveva voglia di mettersi il cappello.
I boxer rossi, aderivano perfettamente al suo corpo, mostrando un bel fondoschiena, i pantaloni larghi, a cavallo basso neri, venivano allacciati con cura e stretti da una cintura rossa. Una maglietta nera coprì il busto del ragazzo. Messosi le scarpe da ginnastica, prese le sue ultime cose e si avviò alla porta. Guardò per l’ultima volta il fratello, sembrava così tremendamente fragile. Poi si chiuse la porta alle spalle e si diresse in camera sua. Chiudendo la porta si avviò al letto, si sciolse i rasta e si tolse le scarpe. Messo via cellulare e il resto delle cose, si distese sul letto a pensare a quello che stava combinando, lo avrebbe fatto soffrire, e questo lui lo sapeva. Presto, sarebbe arrivato presto, il giorno in qui lui, Tom Kaulitz, avrebbe pagato per tutto quello che stava facendo a lui, l’unica persona che veramente amava. Così, come ogni volta che succedeva, si addormentava con i sensi di colpa che gli facevano contorcere lo stomaco. Gia gli mancava il calore del suo corpo.

***

Un mugugno, il braccio che copriva gli occhi dai raggi solari si allungò verso la sinistra di quel corpo coperto da un lenzuolo. Non c’era nessuno al suo fianco, il ragazzo si svegliò con qualche difficoltà, stiracchiando i muscoli addormentati, uno sbadiglio scappò dalla sua bocca; ancora assonnato cercò con lo sguardo lui. Ogni volta che succedeva, si svegliava sempre da solo, e non capiva il perché, per una volta nella sua vita, avrebbe voluto svegliarsi accanto a lui, poterlo abbracciare, e dargli decentemente il buon giorno. invece ogni volta la stessa storia. Sbuffando si buttò sul letto, mettendosi l’altro cuscino sulla faccia, stette a respirare il suo profumo intriso in quella federa, poi premendoselo sul volto lanciò un urlo che nessuno poteva sentire. Stanco di starsene a letto ad oziare, decise di alzarsi. Si diresse in bagno, l’acqua era calda, non ostante lui si fosse fatto la doccia qualche ora prima. il suo profumo veleggiava ancora nell’aria. La finestra era gelosamente chiusa, adorava il profumo della sua pelle. Fece scorrere l’acqua aspettando che si riscaldasse. Al momento giusto si gettò sotto la doccia. Mentre si strofinava dolcemente la pelle, rammentava pian piano quello che era successo la sera prima… dal momento in qui lui era entrato nella stanza, senza neanche avergli dato il tempo di respirare o protestare, lo aveva baciato, buttato sul letto… ogni movimento che rammentava di quel momento lo faceva sorridere. Ma poi, ricordandosi che in quel momento era solo, il sorriso scomparve dalla sua faccia. Uscito dal bagno qualche minuto dopo, quel giorno non doveva sistemarsi i capelli o truccarsi, non aveva niente da fare! Così si vestì. Alzò le tapparelle, fuori c’era un sole che spaccava le pietre! Caldo! Era estate in Germania. Si legò i capelli in una coda bassa e si mise il cappello. Portava la camicia nera, leggermente aperta sopra e sotto, dove si poteva intravedere il suo bel tatuaggio.
Si mise gli occhiali da sole sul cappello, prese le chiavi di casa, mise il suo bel borsellino in tasca. Voleva fare shopping! Di fuori si sentivano delle voci, delle fan erano riuscite ad entrare nell’albergo e stavano setacciando tutte le camere per trovarli! Oh no, doveva avvertire Tom! Così uscendo senza farsi notare si avviò alla camera del fratello. Intravide qualche cameriere. Stava per bussare, quando la porta si aprì di scatto. Tom tutto agghindato era pronto per uscire. Bill aveva ancora la mano alzata con le nocche della mano pronte a bussare. I loro sguardi si incrociarono, per un momento che sembrò durare un’eternità. “Non si è truccato, è ancora più bello così!” pensò il biondo guardando il fratello, gia fratello, erano fratelli. Bill stava per parlare ma un impulso improvviso di Tom gli fece dimenticare quello che doveva dire. Tom lo aveva preso per il polso ancora alzato, aveva chiuso la porta, ci aveva sbattuto il fratello e lo aveva baciato, non ci aveva mai messo tanta passione, forse si sentiva troppo in colpa, o forse ogni volta che vedeva il suo viso se ne innamorava sempre di più? erano fratelli, e che cosa gliene fregava a lui? Il bacio venne interrotto, Tom incominciò a grattarsi il retro dell’orecchio, guardando la camicia di Bill.
-Buon Giorno anche a te!- disse il moro, -Stavo andando a comprare qualcosa. Ho sentito che ci sono delle fan che sono riuscite ad entrare in albergo, e quindi pensavo fosse bene dirtelo… posso chiederti, perchè..?- Bill si sfiorò le labbra con le dita, era curioso di sapere cosa mai potesse essere cambiato in due ore. Tom fece spallucce e sorridendo disse: -Mi… mi mancavi…- Bill sorrise e salutandolo uscì dalla camera.
In quel preciso momento una ragazza bionda, con due occhi blu cobalto uscì dal bagno con la maglietta di Tom, la ragazza avvicinatasi lo strinse a se e disse: -A domani mattina, sempre le 8.45…!- sorridendo si rivestì, mettendosi i suoi indumenti, uscì dalla camera e si diresse all’ascensore. Scese in compagna di un moro che lei conosceva fin troppo bene. E notò che quel ragazzo sembrava felice e spensierato, semplicemente innamorato. Ma notò il cambiamento del suo viso, quell’espressione di smarrimento appena sentì su di lei il suo odore. No, non poteva farlo, non poteva aver ricominciato.
Il ragazzo uscì, e facendo il cavaliere tenne aperta la porta alla ragazza, che ringraziandolo uscì e si diresse per la sua strada. Non era la prima volta che gli capitava di vederla, ma sapeva benissimo che lei non era in albergo.

***

Tom si appoggiò con la schiena al muro. Dio, che stava combinando? Si era ripromesso di lasciarlo, di non stare più con lui, di cercare di restaurare il rapporto tra fratelli. Ma non ci riusciva! Non ci era riuscito! Appena lo aveva visto così sorridente, così felice, non sapeva nemmeno lui che cosa gli era preso, lo aveva baciato e basta, ne aveva voglia. Inizialmente pensava che poteva andare avanti a stare con lui, tanto nessuno doveva sapere della loro relazione, così poteva fare quello che voleva, con chi voleva! Ci aveva provato per alcuni mesi, e con l’andare del tempo si era abituato a condurre una vita così, piena di segreti, inizialmente gli piaceva, poteva avere lui e in più tutto quello che voleva. Poi però, aveva iniziato a trascurarlo, con lui ci stava solo quando una notte andava in bianco, allora correva da lui. La mattina si sentiva una merda assurda. Lo tradiva, ci giocava, lo prendeva e lo faceva suo come pareva e piaceva a lui. E tutto questo gli piaceva. Se non fosse che, con l’andare del tempo, qualcosa in lui era cresciuto, il senso di colpa, accompagnato da un folle amore nei suoi confronti. Ogni volta che vedeva una ragazza o qualsivoglia persona, avere troppa confidenza con Bill, a lui rodeva, lo voleva solo per se, soltanto suo. Era suo fratello, era il suo amante, era il suo sangue. Era tutto e niente. Ma il senso di colpa è brutto se poi ogni mattina, quando si svegliava nel suo letto, si faceva la doccia per levare il suo profumo dalla sua pelle e poi incontrava lei, quella biondina di qui non sapeva nemmeno il nome, e stava con lei. Lo tradiva, e Bill era così ingenuo da non accorgersene, oppure era così innamorato che lasciava correre?
Dovevano parlare, discutere di quella situazione. Le cose dovevano cambiare, non riusciva più a vivere con quel senso di colpa. Sobbalzò quando sentì il suo cellulare suonare.
-Pronto?-
-Come mai quella voce? Ti è morto il criceto?-
-Non scherzare Andreas. Sto da schifo!-
-Ho capito! Tu è Bill siate invitati ad una festa! Non dite di no, perché tante ragazzine sono pronte a farsi un giretto con i gemelli più sexy della Germania!-
-Quando sarebbe?-
-Stasera. Bill gia sa. Eh, Tom, non fare scenate di gelosia se qualcuno sfiora per sbaglio il braccio di tu sai chi!-
-IDIOTA!-
-A stasera!!!-
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