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 Amore Impossibile parte 4

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ixa90

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Età : 27
Data d'iscrizione : 16.10.07

MessaggioTitolo: Amore Impossibile parte 4   Sab Ott 20, 2007 5:18 pm

Si, il loro migliore amico sapeva tutto. Era a conoscenza di tutto, e stava cercando di aiutarli in tutti i modi che poteva. Senza nessun risultato, almeno da parte di Tom!
Si guardò allo specchio… che avrebbe messo quella sera? Ma che gliene fregava? Doveva solo vedere suo fratello, come faceva tutti i giorni! E allora perché era così nervoso?
***
Bill era seduto al bar, pensava a quello che era successo quella mattina. Tom, stava di nuovo approfittando di lui. Non era possibile, non voleva crederci, gli aveva promesso e assicurato che non avrebbe più fatto niente! C’era solo lui. Ma non era vero.
Andò a pagare il conto. Uscendo dal bar, pensò che quella sera lo avrebbe fatto disperare.
Era geloso? Oppure era solo incazzato, visto che la persona che amava lo prendeva in giro?
Forse Tom non sapeva che Bill era un essere umano? Non sapeva che comportandosi così lo stava facendo soffrire? Il cuore del ragazzo si stava rompendo, sgretolando, distruggendo in mille pezzettini. Tutto per due stupidi occhi color nocciola! Dio, perché non riusciva ad odiarlo?
Passò vicino ad un negozio, si innamorò di una maglietta nera sfumata di vola, strappata in più punti, in tal modo da far intravedere il petto. Decise di comprarla.
Quel giorno lo avrebbe passato a farsi dannatamente bello, solo per farlo morire! E lui lo sapeva, ci sarebbe riuscito, sapeva benissimo come fare!
Una fan gli si accostò chiedendogli un autografo. Quella però non lo mollava, era il tipo di ragazza che sarebbe piaciuta a Tom, così ebbe la brillante idea di portarsela alla festa, di presentarsi lì con lei! Magari Tom, si sarebbe accorto di lui una volta per tutte. Le voleva provare tutte, e ci voleva riuscire in tutti i modi. Se lo voleva, doveva stare con lui. Se no, avrebbe potuto benissimo starsene con le sue donzelle a fare quello che voleva.
Dopo aver invitato la ragazza a passare con lui la serata, ricevette una chiamata dal fratello. Bill, senza nessun problema, gli disse che sarebbe andato direttamente alla festa e che non doveva preoccuparsi per lui, poteva benissimo andare con Andreas e aspettarlo alla festa. Dopo aver attaccato continuò la conversazione con la fan, cercando di organizzare qualcosa, per quella serata. Ma uno strano presentimento gli pervase il petto, perché aveva la strana sensazione che sarebbe successo qualcosa? Non era preciso che cosa fosse, se fosse brutta o bella. Era solo terribilmente fastidioso quello strano presentimento, e non gli piaceva per niente, ma non si sarebbe fermato, ormai c’era, e voleva andare fino in fondo, gliel’avrebbe fatta pagare.
***
le 23.00, Andreas bussò alla porta della stanza d’albergo di Tom. Il ragazzo uscì con un enorme sorrise sul volto, sembrava sincero, anche se i suoi occhi si sentivano in colpa.
Quel giorno i capelli erano legati in una coda alta, non portava cuffia e cappello, una semplice maglietta nera contrastava il pantalone di jeans scuro. Insieme si diressero alla macchina, e raggiunsero la casa di Andreas. I due entrarono, e Tom senza accorgersene cercava con lo sguardo qualcuno, chiedendosi se fosse gia arrivato. Una voce alle sue spalle rispose no, una biondina con gli occhi blu cobalto lo guardava sorridendo.
-Domani mattina passo da te?- chiese dolcemente, passando un dito sul petto coperto del ragazzo;
-Vedremo, dipende da come andrà stanotte.- rispose il rastaro sfiorandole il braccio;
-Mi chiami solo quando passi la notte con… tu sai chi… perché non passi una notte con me, invece di passare solo qualche ora?- chiese, quasi supplicando, la biondina;
-Lo sai benissimo, non riuscirei a passare un notte senza almeno vedere… tu sai chi-
-Sappi che… tu passerai una notte con me, che tu lo voglia o meno. E sarà proprio per colpa sua, che tu sarai con me!- e così dicendo gli accarezzò le labbra e si allontanò.
In quel preciso momento, tutti i ragazzi nella stanza erano aggruppati intorno al tavolo delle bevande, poco distante dalla porta. Tom curioso, si avvicinò per vedere che stesse succedendo. La biondina lo affiancò. I due si avvicinarono interessati, Roxie, si chiamava così, prese involontariamente la mano del rastaro, che senza accorgersene la strinse. In quel momento, Bill Kaulitz, li guardò attentamente con un sopracciglio alzato. Tom notò subito la maglietta che portava addosso, gia la adorava, addosso a lui stava divinamente. Avrebbe voluto sorridere, se non fosse stato per quel gelido sguardo rivolto dal fratello. Bill era al meglio quella sera. Portava dei bellissimi jeans neri, la maglietta comprata lo stesso pomeriggio, i capelli come sempre erano perfetti. I vari gioielli adornavano il suo corpo da diciassettenne. Sembrava tutto normale, se non fosse per quella gelida aria che vigilava tra i loro sguardi. Tom si sentiva perso, quella sera Bill non gli aveva rivolto nemmeno un sorriso! Il mondo sembrò cadergli addosso, il preciso momento che quel gelido sguardo si addolcì. Sorrideva, ma non a lui. La sua dolcezza era rivolta ad una dolce ragazza, capelli castano chiaro. Portava una mini con stivali e maglietta attillata che risaltava il suo corpo. Così l’avrebbe descritta Tom, se almeno l’avesse notata.
In quel momento la mano di Roxie venne stretta dal rastaro.
I due gemelli stavano vivendo una situazione strana. Erano innamorati l’uno dell’altro, ma non potevano stare insieme, e farlo sapere ad altre persone. Questa era la loro condanna, non potevano amarsi liberamente.
Perché Bill gli stava facendo questo? Era tremendamente geloso, avrebbe voluto portarlo via da tutte quelle persone, quella maglietta faceva intravedere troppo il suo petto. Odiava quella festa, odiava quella gente, e soprattutto odiava quella ragazza.
I ragazzi si mostravano tranquilli, come se veramente si divertissero. In realtà a Tom gli rodeva, e tanto, Bill ballava con quella ragazza, i loro corpi erano troppo attaccata, e soprattutto quella ragazza si stava prendendo troppa confidenza.
Era passata appena un’ora, una maledetta ora d’agonia.
Tom, stanco di quella situazione, prese in disparte il fratello. Dopo averlo trascinato in cucina lo sbatté contro la porta, bloccandolo con le braccia lo guardò serio in volto, fissandogli le labbra disse: -Che stai combinando Bill?-, -Non sono certo affari tuoi!-; il biondo si avvicinò ancora di più, potendo sentire il profumo che emanava la sua pelle, chiuse gli occhi e assaporandone l’odore disse: -Mi stai facendo morire di gelosia! Lo sai? Lo stai facendo apposta! Così vorresti vendicarti di tutte quelle volte che avrei usufruito di te?-, -Sei solo un maledettissimo pezzo di merda! E lo sai meglio di me. Hai usato il mio corpo per sfogare le tue voglie! Non ti piace essere rifiutato, e tanto meno passare la notte in bianco! Mi hai ingannato, e adesso ti lamenti se sono felice?- il rastaro lo guardò negli occhi, aveva maledettamente ragione! Così, appoggiano le labbra al collo del moro disse: -io,
io voglio che tu sia felice. Ma vorrei che lo fossi con me.-, -Lo ero, prima di sapere che in realtà sono solo il tuo giocattolo, un passatempo!- il rastaro si allontanò, Bill uscì dalla cucina e raggiunse la ragazza. Quella sera non l’avrebbe passata liscia quel pezzo di merda, lo aveva usato troppe volte.
La festa si prospettò lunga, e odiosamente noiosa. Tom vedeva il comportamento del fratello, ma sapeva benissimo che lo faceva solo per ripicca. Così decise di concludere la faccenda, una volta per tutte. Prese per mano la bionda Roxie, e la trascinò via dalla festa. Dopo circa dieci minuti, Bill notò che Tom non era tra la folla, decise così di andarlo a cercare.
Andando vicino alla camera di Andreas, sentì dei rumori. Riconobbe la voce di Tom, che tra un gemito e l’altro, diceva qualcosa di inizialmente comprensibile.
-Non hai paura che ci vedano?- chiese la voce di una ragazza;
-Nessuno verrà a cercarci- rispose il rastaro;
-Parlavo di lui, tuo fratello. Non pensi che ne soffrirebbe se ci vedesse?- chiese ancora la voce femminile;
-Non me ne frega niente di lui, ne di quello che potrebbe provare se ci vedesse. Con lui è solo sesso. Niente di più!- a quella frase il bicchiere di Bill andò in frantumi. Tom vide i suoi occhi, il rumore che aveva sentito non era il vetro che si era rotto, ma il cuore di suo fratello, andato in frantumi. Bill indietreggiò, una strana sensazione gli pervase il corpo. Appoggiandosi al muro si strinse il pugno al petto. Gli occhi erano chiusi, per non far uscire le lacrime. Oddio, che cosa aveva fatto? Tom spostò la ragazza e uscì dalla stanza, non era lì. Sentì la porta sbattere…
***
Bill Kaulitz, si trovava rannicchiato sul sedile posteriore, piangeva, piangeva disperatamente. Gli faceva troppo male. Quella orribile sensazione, quando il cuore ti si rompe in mille pezzi. Come se qualcuno ti stesse conficcando un pugnale nel petto, e stesse rigirando il coltello nella piaga. Quella sensazione che si prova quando si scopre che la persona che ami, in realtà ti ha preso in giro, in tutto questo tempo! Mentre tu, gli hai concesso il tuo cuore, il tuo corpo, te stesso. Essere traditi, Bill si sentiva tradito.
Nella macchina c’era il suo autista non che guardia del corpo. Addosso al ragazzo c’era la giacca dell’uomo che gli stava sempre dietro. Tra un singhiozzo e l’altro, Bill si accorse di qualcosa di anomalo nella tasca, qualcosa che non aveva mai notato! Così frugando, tirò fuori una pistola. Non sapeva che tipo fosse, non si intendeva di armi. Una strana idea gli balenò in testa, forse se lo avrebbe minacciato con quella, avrebbe fatto l’amore con lui? Ma come faceva a portarsela via?
La macchina arrivò in albergo, Bill guardò Saki e poi la pistola: -Lasciami pure qui, voglio stare da solo-, -Ne sei sicuro? Vuoi che ti accompagni? Mi sembri un po’ scosso!- Bill abbassò lo sguardo stringendo convulsamente la pistola…
-Sto bene- disse –Vai pure a casa. Voglio stare da solo. Ti lascio la giacca qui dietro-
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