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 Amore Impossibile parte 6

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ixa90

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Età : 27
Data d'iscrizione : 16.10.07

MessaggioTitolo: Amore Impossibile parte 6   Sab Ott 20, 2007 5:20 pm

-Rispondi pezzo di merda! Dove cazzo credi di andare?- chiese ancora il moro.
-Il più lontano possibile da te. Non voglio avere niente a che fare con te! È finita, stop!- rispose girandosi. Gli occhi si spalancarono insieme alla bocca. Che cazzo ci faceva Bill con quella pistola in mano?
-Lo rubata, quel troglodita la teneva in tasca, senza protezione. Ho pensato di prendergliela in prestito! Poi se la sarebbe ripresa.- Bill rispose allo sguardo del fratello, poi sorrise senza mai smettere di puntare la pistola contro il fratello.
-Credi davvero di farmi paura Bill? Non hai capito che di te non me ne frega niente? Tu, eri solo il mio giocattolo, ti usavo soltanto per lo scopo di sfogare la voglia che avevo, e che la ragazza con qui uscivo non mi faceva sfogare!- voltò le spalle al fratello e strinse convulsamente la maniglia. IDIOTA! Doveva dirle proprio quelle cose? Bill aveva una pistola in mano, poteva benissimo fare una stronzata.
Il moro respirava affannosamente, si precipito sul fratello sbattendo la porta con la mano libera, mentre con l’altra teneva la pistola puntata sulla schiena di Tom.
-Tu… sei un lurido figlio di puttana! Mi hai usato. Mi hai fatto innamorare di te. Mi hai fatto credere che mi amavi.- si avvicinò ancora di più al fratello, spingendolo contro la porta.
-E adesso… che cosa senti?- chiese Tom, speranzoso di sentire una risposta positiva.
-Io… che cosa importa quello che sento, il mio cuore non è più in grado di sentire qualcosa, visto che tu lo hai spezzato. Sei vuoto dentro, Tom… tu non hai un cuore, un anima… e non provi sentimenti. Specialmente nei miei confronti!- quelle parole le disse con voce calma e senza emozione, ma le lacrime gli scendevano come un fiume in piena. Piangeva lacrime nere. Lacrime senza vita.
-Qui ti sbagli, io ho un cuore, e provo sentimenti. Specialmente nei tuoi confronti.- quelle parole lasciarono spiazzato sia lui che Bill, nessuno dei due si aspettava di sentirle, nemmeno Tom, che le aveva pronunciate.
-Allora… se è veramente così, fai l’amore con me Tom… ti prego, per una volta, fai l’amore con me!- poggiò le labbra nell’incavo della spalla, la guancia fredda e bagnata toccò il collo di Tom, che a quel contatto si sentì ancora più in colpa. Gli stava facendo male, lo stava uccidendo!
Non sapeva nemmeno lui perché le stava facendo, forse perché aveva paura di quella pistola, forse compassione per il fratello, o semplicemente perché lo amava?
Fatto sta che il suo corpo si muoveva contro la sua volontà. Non riusciva a guardarlo negli occhi, non riusciva a sostenere il suo sguardo. Ma lo baciò, dolcemente, sfiorando le labbra con la lingua, impossessandosi di lui con tutto se stesso. Lo amava, ecco perché lo faceva. Voleva dirgli addio, ma la sua bocca non smetteva di assaporare il suo corpo. Le sue mani, i polpastrelli delle dita, la sua bocca, avide sfioravano, accarezzavano il suo corpo. Lo voleva con tutto se stesso. Quello era fare l’amore? Forse, non ne aveva idea. Lui si era sempre concesso a Tom, e Tom lo aveva ricambiato facendolo soffrire. Bill si trovò sdraiato sul letto, mise la pistola sotto il cuscino affianco al suo. Tom era sopra di lui, che lo baciava, lo accarezzava e lo toccava come non aveva mai fatto prima.
Quella mattina, fecero l’amore, per la prima volta.
***
La sveglia, silenziosa, che si trovava in realtà nella testa di Tom, suonò. Erano le 11.00…
Il biondino si alzò dal letto. Il fratello era bellissimo, ecco quello che pensava ogni volta che lo vedeva la mattina. Quella volta era diverso. Come sempre, entrò nel bagno, l’acqua della doccia accarezzava il suo corpo, dolcemente, sfiorava quella pelle.
Ormai si era vestito. Non voleva svegliarlo, non voleva farlo soffrire, ma non ce la faceva più. non potevano stare insieme, erano fratelli di sangue. Se mai qualcuno avesse scoperto la loro relazione, la carriera dei Tokio Hotel sarebbe andata distrutta.
Uscì da quella camera. Il leggero rumore della porta che veniva delicatamente chiusa svegliò Bill. I suoi occhi si aprirono di scatto, e si alzò a sedere. Quella mattina aveva perso se stesso, donandosi completamente a lui. Si mise velocemente i boxer. Andò in bagno, non c’era. Tornò in camera, si girò in torno, perché non lo vedeva? Gli sembrava di stare in un'altra dimensione. Gli mancava il suo corpo, i suoi dolci sospiri, tutto di lui. L’essenza fredda di quella stanza lo colpì improvvisamente, e come in un brutto sogno si risvegliò. Lo aveva abbandonato. Respirando affannosamente con il naso, scoppiò in un forte sospiro. Il silenzioso pianto della sua anima si riversò nei suoi occhi nocciola. La bianca pelle del viso, rigata dal trucco si sporcò di altro dolore. Il suo cuore non riusciva a sopportare ancora una volta il suo silenzioso addio…
Così, quel cuscino, che nascondeva il suo segreto, divenne la sua speranza.
Tom, dal corridoio, si bloccò improvvisamente, era come se avesse sentito il silenzioso rumore del cuore di Bill rompersi di nuovo. Un urlo inesistente gli straziò le orecchie. Un pensiero assurdo gli attraversò la mente. Il ricordo di quella pistola gli tormentava l’anima. Tornò indietro, sperando non fosse troppo tardi. La porta si spalancò, ma Bill sembrò non sentirla nemmeno. Se ne stava in piedi, aveva praticamente distrutto tutto quello che c’era intorno a se. Le braccia e le mani, insanguinate dal vetro rotto. I piedi calpestavano i residui degli specchi, delle candele frantumate. Ma lui, quel dolore sembrava non sentirlo nemmeno. Delle piume cadevano lente e leggere sfiorando la sua pelle. Tom rimase scioccato. Si avvicinò al fratello, che vedendolo sembrava essersi risvegliato.
-Bill… butta quella pistola a terra e vieni qui.- disse preoccupato Tom allungando il braccio
-Tu… mi hai abbandonato… ancora…- rispose Bill con lo sguardo basso
-Non esagerare Bill… tutto questo è estremamente esagerato- alzò di qualche tono la voce per farsi sentire
-Il mio cuore… non può sopportare, un altro abbandono. Dentro di me, sento un dolore lacerante. Non sai che cosa significhi amare qualcuno a tal punto da sentirsi morire.- teneva sempre lo sguardo abbassato
-Bill… io… mi, mi dispiace. Non voglio farti più soffrire. Per questo è meglio se me ne vada, se sparisca dalla tua vita!- disse preoccupato
-NON CAPISCO UN CAZZO! PORCA PUTTANA TOM! IO TI AMO! NON VOGLIO CHE TE NE VADA! Io ti amo… sai cosa significhi? Per te correrei il rischio di morire, e odiare il mondo!-
Quelle parole lo lasciarono senza saper che dire, si allontanò da lui, doveva andarsene via…
-NON… cercare di scappare!- disse alzando la pistola, le lacrime scendevano, il silenzio del suo pianto era ancora più straziante. Quelle lacrime sembravano vetro che graffiava la sua pelle.
-NON DEI VARCARE QUELLA SOGLIA! SEI UN MALEDETTO FIGLIO DI PUTTANA! SE TE NE VAI IO MI AMMAZZO!- gridò con tutto il fiato che aveva in gola. La porta era chiusa, ma le sue grida potevano sentirsi. Si portò la pistola alla tempia, guardando il fratello.
-Non provare nemmeno a pensare ad una stronzata simile! Non possiamo stare insieme e questo lo sai anche tu!- disse avvicinandosi al fratello, quello però lo bloccò puntandogli la pistola addosso.
-Dimmi che non mi ami- disse quasi in un sussurro, Tom non rispose..
-DIMMI CHE NON MI AMI! DILLO PER DIO! DILLO, DILLO TOM! DILLO!!! Dillo, ed io smetterò di amarti. Smetterò di avere emozioni.- gridava, poi si calmava. Puntava la pistola addosso al fratello e poi alla tempia.
-Non posso… non ci riesco! NON è SEMPLICE! Io non sono come te!- rispose Tom
-La reputazione che hai, è troppo importante?- chiese disperato
-Che cazzo vai a dire Bill… tu sei la mia stessa anima! Tutto il mio mondo gira intorno a te! Tu sei tutto ciò per qui vivo.- rispose Tom, cercando di essere il più sincero possibile
-Dimmi che non mi ami… e tutto sarà finito, perché è questo che vuoi.- disse ancora Bill, questa volta era calmo.
-Non posso, Bill… non posso dirtelo, perché io ti amo… e tu sei la mia sofferenza più grande.- rispose Tom, mentre tratteneva quell’unica lacrima che voleva accarezzargli il viso.
-Dovrai vivere con la consapevolezza di amarmi, ma di non potermi più avere da questo momento in avanti. Ti amo Tom…-
È straordinario come adesso, le persone possono scegliere di vivere o morire. Per dio, rompere il corso di una vita umana, è un peccato. Ma l’uomo non è perfetto. E quando l’amore brucia nel corpo, pieno di passione, il cuore ti induce a fare cose che non avresti mai pensato di fare.
Avvolte le cose succedono senza che tu te ne accorga, nonostante le stai vivendo con i tuoi occhi. Proprio come Tom, che si trovava sul corpo senza vita del fratello, dalla tempia sinistra usciva ininterrotto il sangue. Il corpo era caduto sul vetro. Tom era piegato in avanti, il volto era appoggiato al petto nudo e senza vita del fratello. Delle schegge gli si erano conficcate nelle ginocchia, nelle gambe e nelle braccia. Lacrime, dolorose lacrime graffiavano il suo viso, bagnando il petto del fratello. I pugni erano stretti, tanto da conficcarsi le poche unghie nella carne, li sbatteva sul petto del fratello. Gridando, piangendo e odiandosi. Non riusciva a vivere ancora… era una prova troppo grande per lui. Non poteva vivere senza il suo respiro, senza il suo sguardo, il suo sorriso, senza le sue lacrime, senza la sua voce. Senza il suo profumo. Tutto il suo mondo era cessato nel preciso momento in qui Bill premette quel grilletto.
Il volto del moro era rivolto verso sinistra, gli occhi erano rimasti aperti e le labbra erano socchiuse. Tom prese la pistola e mirando al cuore si sparò. Il corpo cadde su quello del fratello, perché stava respirando ancora? Avvicinò lentamente il viso a quello del fratello e fissandolo dritto negli occhi cerco di baciarlo un’ultima volta, stringendo la mano che era vicino alla nuca. Mentre la mano con la pistola era finita sopra all’altra di Bill. Un ultimo sospiro permise, a Tom, di fargli scendere l’ultima lacrima. E poi morì… i loro sguardi si incrociavano, le loro labbra si sfioravano, le loro mani si toccavano e stringevano. I loro corpi erano fusi, come in uno solo. Le ultime piume che cadevano lente, si posarono sui corpi senza vita dei due ragazzi.Come il destino aveva deciso, morirono entrambi…Per una amore impossibile..
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